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VALERIA CATANIA
Profili vaganti

"E l’aria è nuova. E tutto, attimo per attimo, è come è, che s’avviva per apparire" – Luigi Pirandello, Uno, Nessuno e centomila. Il lavoro di Valeria Catania è quanto di più intimo si possa immaginare. Le sue opere non parlano soltanto di lei stessa ma spesso sono lo specchio su cui chi osserva si può riflettere. I lavori presentati presso La Corte Arte Contemporanea nella personale Profili vaganti sono infatti gli esempi di una ricerca artistica che parte da lontano.

Da lontano perchè il lavoro di Valeria Catania presuppone un approccio lento e molto personale con i materiali, che scaturisce da un esame attendo di come la materia, una volta già utilizzata, possa di nuovo piegarsi ed essere adattata a nuove esigenze per dar corpo a creazioni come quelle della serie di Chirurgia plastica. Proprio il riuso di vecchi materiali, apparentemente ormai passati e inutili, è direi emblematico di come Valeria Catania si approccia al mondo, con sguardo curioso e accorto, capace di cogliere quei mutamenti che serpeggiano non solo nella società che ci circonda ma che in primis partono da noi stessi. La sua arte è di fatto il frutto di un’operosità costante e tenace, uno scavo meticoloso all’interno dell’animo umano e della materia.

I continui mutamenti di visione che si hanno ponendosi davanti a opere come Liberamente sono del resto il riflesso delle sfaccettature dell’io, molteplici forme e approcci, come numerosi sono i risvolti dell’animo umano. Valeria Catania indaga cosÌ le trasformazioni non solo della propria natura ma di riflesso anche quelle di chi osserva. I suoi lavori si pongono come un idelae trait d’union con quanto spesso accade in ciascuno di noi alle prese con il proprio inconscio, dando vita a quel sottile stato di straniamento che a volte si ha quando ci si confronta con noi stessi per poi riemergerne arricchiti di una maggiore consapevolezza. Quello di Profili vaganti è per certi versi un lavoro analitico sull’io, indagato ed esperito ponendosi nell’ottica di un flusso di coscienza. Un lavoro che scaturisce lentamente, come spiegato precedentemente, ma che improvvisamente è soggetto ad una brusca accelerata: quando la materia inizia a pretendere forma si è come catapultati verso il nucleo vitale di queste opere, un vortice che attrae lo sguardo e lo proietta nel tentativo di una riflessione sull’instabilità e la rapidità dei mutamenti.

I Profili vaganti di Valeria Catania sono l’indice del peregrinare, del voler andare oltre lo stato di apparenza che ci circonda e di cui ci circondiamo, per andare a grattare quella superficie che tanto spesso ci e’ cara. La sicurezza della routine contrapposta all’incertezza dell’errare. Spingersi sempre un pezzetto più in là, per non accontentarsi dell’hic et nunc, può forse essere la risposta a molte nostre domande.

Carolina Orlandini